Lajos Markos nacque il 28 settembre del 1917 a Marosvasarhely nella Transilvania romena che, solo nel 1941, entrò a far parte territorialmente e politicamente dell'Ungheria.
Avendo manifestato precocemente la propria predisposizione per il disegno, dopo gli studi liceali, nel 1934 si iscrisse appena diciassettenne all'Accademia di Belle Arti di Budapest dove ebbe modo di frequentare le lezioni di Gyula Rudnay, celebre pittore ungherese formatosi a Monaco sotto la guida di Hollosy.
Fu probabilmente dal suo maestro che Markos mutuò e sviluppò il proprio interesse per il ritratto e la pittura di paesaggio che divennero i generi artistici da lui prediletti. Diplomatosi nel 1940, nel 1942 venne insignito del prestigioso premio nazionale ungherese "Zrinyi".
Durante la seconda guerra mondiale fu inviato, dal Museo di Storia della sua città, al fronte con lo scopo di documentare pittoricamente gli eventi bellici. In questa occasione fu catturato dalle truppe alleate e rinchiuso in un campo di prigionia nei pressi di Mauthen, in Austria.
Da lì, nel 1944, riuscì a fuggire e a trovare scampo in Friuli dove giunse a Tissano di S. Maria La Longa presso la villa del conte Germanico Del Torso che gli mise a disposizione i mezzi per riprendere la sua attività artistica.
Nel 1946, ebbe modo di lavorare per il Maresciallo Montgomery realizzando una grande tela raffigurante una scena di battaglia oggi conservata presso il British War Museum di Bowington Dorsett in Inghilterra.
Dopo un breve soggiorno a Palmanova, nello stesso 1946, l'artista si trasferì a S. Daniele del Friuli dove si stabilì per alcuni anni vivendo della sua pittura, prima di aprire un piccolo studio a Roma e, più tardi, a Milano.
Fu proprio nella città ambrosiana che Markos ebbe modo di conoscere la sua futura moglie, la giovane soprano di origini friulane Maria Madrisotti, impegnata, In quel periodo, negli studi di canto che le assicurarono la notorietà.
Agli inizi del 1952, accompagnato dalla moglie, si trasferì negli Stati Uniti, dapprima a New York e poi, in via definitiva a Houston nel Texas. Tra il 1954 e il 1963 si dedicò all'insegnamento in una scuola privata di pittura.
Risalgono a questo torno di tempo i suoi primi filmati per la televisione: nel 1954, infatti, realizzò un film di trenta minuti sulla pittura di ritratto, in seguito patrocinato dallo State Department for Foreign Educational Exchange e dalla Biblioteca del Congresso.
Nel 1961 partecipò con una lezione dimostrativa di due ore al "Dave Garroway's Show" per la NBC Network. Le spiccate doti di ritrattista gli consentirono di acquisire, ben presto, fama e notorietà e gli schiusero le porte del jet-set internazionale, culturale, politico e cinematografico.
Nel 1962 ritrasse il presidente Robert Kennedy, nel 1963 ideò il disegno della medaglia commemorativa per l'ingresso di Nixon alla Casa Bianca, in seguito realizzò il ritratto di Hassan II del Marocco. Anche Hollywood lo accolse tanto che John Wayne si fece da lui immortalare in un celebre ritratto.
Alla residenza americana, Markos alternava ogni anno brevi soggiorni in Friuli, in occasione dei quali organizzava mostre personali nelle gallerie udinesi alimentando un notevole collezionismo locale.
Nel corso degli anni Settanta l'artista cominciò a dedicarsi alla storia americana, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Gli episodi del mitico Far West divennero i suoi soggetti preferiti: pellerossa e cow-boys iniziarono a popolare le tele di Markos, pronto a celebrare l'epopea del popolo americano impegnato nella conquista di sempre nuovi territori e nel raggiungimento di frontiere sempre più avanzate.
Nel 1975 il Governatore del Texas gli commissionò un imponente dipinto raffigurante l'Assedio di Fort Alamo che il pittore portò a compimento solo nel 1983. Ricco di ben 112 figure, il quadro è ancora oggi conservato presso gli uffici di stato del governatorato del Texas.
Dal 1982 Markos, inoltre, si trovò impegnato nell'assolvere una serie di commissioni importanti per la Texas Commerce Bank che gli richiese l'esecuzione di dodici ritratti di uomini illustri del passato del Texas per ornarne la sua sede principale di Houston (sono dipinti che riprendono le figure degli effigiati a grandezza naturale, si tratta di Stephen E Austin, James Bowie, Chief Bowles, David Crockett, James Walker Fannin, Sam Houston, Mirabeau B. Lamar, Benjamin R. Milan, Thomas Jefferson Rusk, Sidney Sherman, William Barret Travis, Lorenzo de Zavala).
Pur portando a compimento tutti i numerosissimi incarichi Markos continuò ad insegnare nell'Accademia di Pittura da lui stesso fondata e diretta a Houston, fino alla morte.
Accanto agli episodi di storia americana però l'artista non abbandonò mai il ritratto e la pittura di paesaggio e di genere a cui rimase sempre particolarmente devoto sulla scorta di un'ispirazione nutrita dal ricordo della sua terra natale e dell'Italia a cui la sua vicenda personale, come si è visto, fu profondamente legata.
Lajos Markos morì a Houston l'8 giugno 1993, ma a testimonianza di un sentito e appassionato legame con il Friuli, volle scegliere, come sua ultima dimora, il piccolo cimitero di Lavariano nella bassa pianura friulana.