È da tempo che Annamaria Zignin, con sensibilità attenta, fruga nei meandri del proprio ieri e trasforma percezioni ed evocazioni emotive in forme e colori.
Sono sensazioni minute, quelle cui l'artista affida la restituzione della personale espressività, capaci tuttavia di forza grande. Sono schegge trasformate in cuneo a sbrecciare la compattezza di un mondo affettivo sedimentato, stratificato nel tempo.
Talora il suo procedere è aiutato da quei particolari, privi di apparente importanza, che assumono al contrario significato nodale per una loro misteriosa capacità evocativa, in grado di marcare il divenire entro cui sono disposti e segnati i tempi dei vivere di ciascuno. Sono "le piccole cose" a dilatare la dimensione sensitiva, a liberare le potenzialità emotive e ad essere elette dall'artista quali pretesto d'indagine interiore.
La Zignin è infatti artista orientata verso il mondo dinamico e problematico contemporaneo e la sua indagine è volta, con moderna sensibilità, ad avvalorare la personale soggettività nel più ampio ricercare sul contemporaneo sentire. E sebbene il senso complessivo dell'esposizione si dipani lungo il filo di un individuale percorso interiore, le sue opere universalizzano stati d'animo, affetti ed emozioni, proiettando lo spunto autobiografico in ambiti larghi, in cui la sensibilità di ciascuno può ritrovare corrispondenza.
La pittura della Zignin motiva allora uno sperimentalismo tecnico che parla di urgenza pittorica, di resa finale energica e capace. Dipinge con tutto e su tutto, ogni mezzo ed ogni strumento l'artista piega alle personali esigenze espressive.
Predilige supporti rigidi, utilizza acrilici quanto tempere, moderni spray, sino a provare la diretta mescolanza dei pigmenti con leganti e quant'altro necessario all'artigianale (e sapiente) fabbricazione dei colore.
Forse non ancora troppo attenta all'uniformità dei linguaggio, alla coerenza degli aspetti tecnici ed estetici, la Zignin alimenta e garantisce l'unitarietà della ricerca attraverso il continuum dell’ispirazione che nutre di sé ogni opera oggi presentata.
Opere che non si distendono su un tempo lungo, circa cinque anni che significano per la pittrice la ripresa dei fare artistico dopo un sofferto decennio di inattività.
E sono rapide impressioni che si integrano a vicenda a garantire la coerenza tematica, risolta con la irruenza e la freschezza tecnica che si offre attraverso criteri dì lettura intuitivi ancor prima che logici, a offrire l'emozione di una realtà condivisibile e "comprensibile solo a quanti la portano già in sé".
D.ssa Agostinelli |