L'artista descrive con i suoi colori vagamente drammatici stati d'animo, e temi legati al passato. Esprime con il silenzio dei suoi toni,emozioni intime che dormono nel nostro io riportandoli alla luce sotto forma di dipinto.
Le sue nature morte, i paesaggi, il gurmâl, contengono i ricordi di un infanzia vissuta senza sprechi e superficialità, ma ricca di sentimento per le piccole cose.
E' la poetica del silenzio che vibra nelle opere di Ballico e recupera i valori autentici in un epoca, quella attuale troppo spesso frettolosa e poco attenta alle intime esigenze dell'umanità.
La lettura delle opere di Ballico è immediata e naturale, e non hanno bisogno di avere un titolo, nel quale spesso si rifugiano le idee non espresse, ma fanno semplicemente tornare alle origini di un passato nostalgico e genuino.
Anche la suggestione è immediata per l'atmosfera creata dall'artista nel descrivere con carica emotiva i dipinti.
Ballico ama la natura, ma la sua è una ricerca del significato profondo delle cose, che ripropone in chiave naturalistica filtrata dalle proprie emozioni.
Lo stesso amalgamarsi del colore crea una materia spessa e vissuta pregna di infantile purezza, e il colore si svincola dal formalismo vecchia maniera trasformandosi nei toni espressionistici delle nature morte e dei fiori.
I suoi cromatismi rossi, ocra brucata, gialli, verdi macerati, hanno un significato evocativo il cui passaggio sulla tela avviene dopo una pausa meditativa volta al recupero di quell'anello di congiungimento che lega l'uomo al suo ambiente naturale.
L'artista evidenzia nelle tele l'emozione, la contemplazione e il ricordo per la sua terra il Friuli, di cui ha assorbito l'intimo 'humus' e lo spirito più intimo.
dott. Francesca Romana Rossi
storico e critico d'arte |